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Vampiri e altri orrori ispirati da Shakespeare

03/12/2012 by Francesca

Bellissimi e potenti i nove racconti di Bram Stoker riuniti nella raccolta L’invitato di Dracula. Degni del loro autore.
Quello che apre la serie, e dà il titolo al libro, trova qui la sua prima traduzione integrale in italiano, e si rivela d’interesse supremo, nella sua trama di rimandi e associazioni, per i cultori del romanzo-capolavoro di Stoker. D’altra parte i nessi con Dracula affiorano in ogni novella di questo volumetto gotico, scandito da una scrittura di modernità emozionante.

Un gusto surreale e preraffaellita pervade Il segreto dell’oro che cresce, dove la presenza di una donna uccisa riempie la stanza che ne custodisce il cadavere, tramite lo sgorgare inarrestabile dei suoi capelli biondi da una fenditura nella parete. È di forza allucinatoria shakespeariana Il sogno delle mani rosse, che sembra attingere suggestioni dalla più emblematica immagine del Macbeth, e ha un andamento esoterico Una profezia zingara. Ricca di evocazioni bibliche appare Il ritorno di Abel Behenna, che è la più complessa e intensa di queste storie: riflessa nella vicenda di un giovane che lascia morire un amico in mare, richiama con nitida ferocia la parabola di Caino e Abele.

L’INVITATO DI DRACULA di Bram Stoker Nuovi Equilibri, a cura di Fabio Giovannini, pagg. 232, euro 13


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