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Viva gli anni Settanta da Hogan a Pucci con la divina Naomi

29/09/2014 by Francesca

Anni Settanta, donne artiste e riflessioni su maschile e femminile. Simon Holloway per Hogan sceglie i ’70 di Saint Tropez negli scatti del fotografo Elliott Erwitt con la bellezza semplice di Jane Birkin. In sfilata righe marinare, pantaloni aderenti, spalle importanti, abitini lavorati in jacquard e in lino indaco con stampe divertenti. Il trench classico è tagliato in pelle laminata platino o in tessuto spalmato royal blu. Ai piedi zeppe leggere in pelle specchiata oro, sandali con fibbie, sneakers con zeppa in pelle soft oro bianco; non manca la traditional di Hogan, nell’originale versione bianca (1986). E le borse si dividono fra hobo oversize e mini a bandoliera, in pelle tinta a mano e con borchie. LA SORPRESA Anni Settanta a casa Pucci. La collezione firmata Peter Dundas punta sulle emozioni dell’estate al tramonto. Stile easy, in verità magistralmente elaborato. Come i mini abiti ricamati con fiori e decorati con specchietti, molto hippy. O i poncho a crochet, frange di pelle e short. Abiti in rete di perline effetto uncinetto, abiti a foulard con maniche ad ali, pantaloni un po’ a zampa di elefante, colori forti, tanta maglia, sandali alla schiava e stivali in suede. Alla sfilata, in passerella chiude a sorpresa Naomi Campbell ed è ovazione. Voglia di ’70 da Luisa Spagnoli che mescola etnico e multicolore.

Spazio ai pantaloni e alle tute, con lavorazioni in maglia in micro jacquard o grandi stampe floreali. Abitini a trapezio per il giorno, mentre per la sera si guarda ai ’50. La supermodella Veruschka è la musa di Genny. Il direttore creativo Sara Cavazza sceglie linee definite, molto bianco, morbide tute con scollo a V, abiti da cocktail a tulipano in seta a nido d’ape. Mozzafiato la giacca lunga in seta ricamata con cristalli e plexiglass. Jil Sander o dell’androginia. Stile a fuoco, severo, con tocchi di femminilità calibrata e romantica per la prima collezione Jil Sander firmata Rodolfo Paglialunga. Riferimento: la bellezza androgina della fotografa e scrittrice svizzera anni ’30 Annemarie Schwarzenbach. Obiettivo: nessuna emulazione con la stilista di Amburgo fondatrice del marchio. «Sono italiano non potevo certo fare un’imitazione dello stile tedesco di Sander», spiega Paglialunga. «Ho voluto ricominciare giocando su una femminilità sfaccettata». Nella sfilata (molto applaudita) maschile e femminile si mescolano, i capi si sovrappongono, i colori si misurano. Mini giacchini, gonne pantalone, bermuda, sottane che lasciano vedere chemisier di popeline bianco, camicie maschili e pantaloni a tubo. Da segnalare le calze di pelle portate sotto i sandali con effetto stivale bicolor. Antonio Marras soccombe al fascino della vulcanica pittrice 96enne Carol Rama, prendendo fiori e rose sugli abiti, righe orizzontali, mani che stringono le spalle su camicie e tricot.


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